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Martedì 16 gennaio si sono svolte le gare di qualificazione (gara ridotta su 30 punti). Ecco la classifica con i punteggi ottenuti dalle classi:

1. 2° F 27,5 punti
2. 2° H 23,5 punti
3. 1° C 22,5 punti
4. 2° E 22 punti
5. 2° I 21,5 punti
6. 1° B 19,5 punti
7. 1° J 18 punti
8. 2° A 17,5 punti

Non passano il turno:
2° J 16,5 punti
1° H 14 punti

Abbinamenti per i quarti (lunedì 22 gennaio)
2° F – 2° I
2° H – 1° B
1° C – 1° J
2° E – 2° A
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16 gennaio 2018

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Oggi si sono concluse le sfide di qualificazione. Ecco i risultati delle partite di oggi e la classifica:
1° B Scienze Umane 29 punti - 1° E Einstein 43 punti
2° A Scienze Umane 26 punti - 2° B Scienze Umane 33,5

Classifica:
1. 2° G Einstein 44 punti
2. 1° E Einstein 43 punti
3. 2° F Marco Polo 37,5 punti
4. 2° D Scienze Umane 34 punti

Non passano il turno:
2° B Scienze Umane 33,5 punti
1° B Scienze Umane 29 punti
2° A Scienze Umane 26 punti
1° A Belluzzi 20 punti

Le semifinali si svolgeranno mercoledì 17 gennaio; questi gli abbinamenti:
Turno A (ore 9.15): 2° G Einstein / 2° F Marco Polo
Turno B (ore 11): 1° E Einstein / 2° D Scienze Umane

Ecco i risultati delle semifinali (partite a eliminazione diretta):
2° G Einstein 44 punti - 2° F Marco Polo 33,5 punti
1° E Einstein 45,5 punti - 2° D Scienze Umane 36,5 punti

Complimenti alle classi 2° G e 1° E del Liceo Scientifico Einstein che accedono alla finale!
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12 gennaio 2018

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Su richiesta è stata attivata anche la gara del triennio delle scuole superiori! Ecco la bibliografia!
Isaac Asimov, Il sole nudo, Mondadori
Lorenza Ghinelli, Il divoratore, Newton & Compton
Peter Cameron, Un giorno questo dolore ti sarà utile, Adelphi
Brendan O’Carroll, Agnes Brown ragazza, Adelphi
Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby, Feltrinelli
Marco Malvaldi, La briscola in cinque, Sellerio
Lia Levi, La notte dell’oblio, E/O
Susan Vreeland, La passione di Artemisia, Beat
Angie Thomas, The hate u give. Il coraggio della verità, Giunti
Irène Némirovsky, Il ballo, Adelphi
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13 novembre 2017

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#IncipitMedie

C'era una volta un paio di pantaloni. Un paio di quelli essenziali: jeans, e blu, naturalmente, ma non di quel blu tutto d'un pezzo, troppo nuovo, che si vede così spesso il primo giorno di scuola. Era un blu morbido, non uniforme, con un pizzico di scoloritura alle ginocchia e sul sedere e qualche ricciolo di filo bianco all'orlo.
Avevano vissuto una bella vita prima di noi, lo si poteva immaginare. Per certi versi, un negozio dell'usato è un po' come un canile: qualunque cosa ci trovi è legato ai proprietari precedenti. I nostri pantaloni non erano un cucciolo nevrotico abbandonato tutto solo dai genitori, pronto ad abbaiare dalla mattina alla sera fino a diventare rauco. Erano più simili a una cane ormai grande, cresciuto nell'amore della sua famiglia, che però aveva dovuto disfarsene perché traslocava in un condominio, o forse in Corea (è lì che a volte mangiano i cani?).
Avrei potuto scommettere che quei pantaloni non erano finiti sulla nostra strada in seguito a una tragedia. Avevano solo subito una di quelle svolte del destino che, per quanto dolorose, capitano regolarmente. Questo, insomma, è il Cammino dei Pantaloni.
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4 novembre 2017

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#IncipitMedie

La ritrovarono nella custodia di un violoncello che galleggiava al centro della Manica, la mattina del suo primo compleanno.
Era l'unico essere vivente lì attorno, per miglia. C'era solo la bambina, qualche sedia elegante e la prua di una nave che spariva nell'oceano. Nella grande sala da pranzo la musica risuonava tanto forte e meravigliosa che nessuno si era accorto dell'acqua che invadeva la moquette. I violini erano andati avanti a suonare per qualche minuto anche dopo che la gente aveva cominciato a gridare. Gli strilli dei passeggeri si erano levati assieme ai do acuti in uno strano duetto.
Quando fu ritrovata, la bambina era avvolta negli spartiti di una sinfonia di Beethoven, tra i quali aveva cercato un po' di calore. Era andata alla deriva, quasi a un miglio dalla nave, e fu l'ultima a essere recuperata. L'uomo che la trasse a bordo della scialuppa era uno dei passeggeri, uno studioso: accorgersi delle cose era una prerogativa del suo mestiere. Notò subito che era una bambina, con i capelli lucenti come fulmini e il sorriso di una persona timida.
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3 novembre 2017

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#IncipitMedie

Tobia era alto un millimetro e mezzo. Non molto per la sua età. Soltanto la punta dei piedi spuntava dal buco nella sua corteccia. Era immobile. La notte lo aveva coperto come un mantello.
Tobia guardava il cielo punteggiato di stelle. Non aveva mai visto una notte più nera né più scintillante di quella che si stendeva a macchie fra le enormi foglie rosse.
Quando la luna non c'è, le stelle ballano. Così si diceva. E si ripeteva anche: "Se in paradiso c'è un cielo, è meno profondo, meno commovente, sì, meno commovente...".
Era un modo per calmarsi. Sdraiato, aveva la testa posata sul muschio. Sentiva il freddo delle lacrime sui capelli, vicino alle orecchie.
Tobia era in una fenditura della corteccia nera, una gamba malconcia, entrambe le spalle ferite, i capelli intrisi di sangue. Le mani gli bruciavano per via delle spine e non sentiva più il resto del minuscolo corpo, intorpidito dal dolore e dalla fatica.
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2 novembre 2017

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